Mi fate ribollire il sangue e non mi fate più dormire. Anche stamattina alle quattro e mezza, per colpa vostra, mi sono dovuto alzare ed iniziare a scrivere. Non ne potevo fare a meno.

Tutto parte da un paio di post, con video annessi, che ho fatto in cui parlo delle 6 cose su cui investire per raddoppiare il fatturato in meno di un anno. Forse sarà per il titolo troppo sensazionalistico (un po’ all’americana), forse sarà perché gli italiani, e quindi anche voi, siete molto impreparati al discorso.

Fatto sta che, nonostante gli altri temi siano stati molto seguiti, questo non ha suscitato un gran successo…almeno per ora. Molto probabilmente sono state le informazioni più interessanti divulgate fino ad ora, quelle che realmente possono creare i presupposti per un aumento del fatturato reale per aziende agricole, di giardinaggio, ma anche per chi fa consulenza agronomica e per periti agrari…in meno di un anno.

Ho capito che bisogna battere e lavorare proprio su questo, sul cambiamento da mentalità contadina a mindset vincente.

MENTALITA’ CONTADINA

Si parla spesso di mentalità contadina che, in generale, viene definita così: chiusura mentale, l’attaccamento esagerato alle tradizioni, l’arretratezza culturale, il conservatorismo e la poca tolleranza verso il nuovo e il diverso da parte del contadino.

Ora capisco che questo possa avvenire da una certa età in su, ma mi aspetterei che contadini, giardinieri, agronomi, etc, più giovani e presenti sui social possano avere un minimo di approccio diverso rispetto a chi, magari, ha già più di 60 anni, ha ancora il Nokia 3310 e non sa ancora mandare gli SMS.

Invece ho fatto una scoperta terribile: la mentalità contadina, riguardo al business e alle attività commerciali in genere, in Italia ce l’hanno un po’ tutti…non solo i contadini.

Perché dico questo? Perché nell’ultimo mese più di una persona che conosco mi ha chiamato per raccontarmi che sta per aprire un’attività e, tutte o quasi, non hanno la minima idea che i tempi sono cambiati. Per aprire un’attività, non basta andare all’agenzia delle entrate e chiedere una partita IVA, non basta avere un idea particolare (quando c’è) e stare lì ad aspettare, non basta più alzare la serranda.

Quello che vi dovete mettere in testa che PARTITA IVA = IMPRENDITORE = MARKETING.

La prima cosa di cui preoccuparsi è il marketing. Partire da come essere differenti, producendo cosa e per chi, studiando come raggiungerlo diventando realmente rilevante nella sua testa. Da questo poi deriverà ogni altro aspetto dell’azienda dal nome, al logo, fino a come costruire il sito e quali social utilizzare per farsi pubblicità e quindi comunicare perché siete differenti rispetto alla concorrenza. Tutto il resto viene dopo. 

Che siate un contadino, un giardiniere, un agronomo, un negozietto di frutta e verdura o qualsiasi altra attività che abbia una partita iva e cioè tutte (almeno che non siate evasori totali), dovete investire denaro predisponendo un capitale, pure importante, per dare un’impostazione alla vostra attività in modo da renderla differente dalla concorrenza e comunicarla all’infinito (in maniera continuativa) su tutti i mezzi di comunicazione che riusciate a trovare e utilizzare.

Riprendo un pezzo del mio libro: “Romanzo agricolo”:

Una volta era più facile, quando avevi l’unico bar del paese, eri l’unico avvocato, l’unico commercialista oppure l’unico dentista, alzavi la serranda la mattina ed il gioco era fatto, era ovvio che venissero tutti da te, non c’era alternativa. Non c’era o quasi la fiscalità, il registratore di cassa era un complemento d’arredo spesso impolverato. Non c’erano regolamenti, se volevi fare una cosa la facevi e non avevi l’obbligo di avere venticinque consulenti (da pagare) se volevi esporre un prodotto su uno scaffale piuttosto che su un altro. Per carità, per fortuna è giusto che tante norme siano state inserite, ma effettivamente le possibilità di movimento o, per lo meno, la velocità di movimento e la possibilità di mettere in pratica quello che vorremmo fare è realmente ridotta ed osteggiata.”

Senza parlare della concorrenza: è pieno di gente che fa la stessa cosa che fate voi e da cui non vi distinguete nemmeno per un capello.

Quando siete in un mercatino di un associazione di categoria ed avete tutti lo stesso gazebo, gli stessi prodotti e gli stessi prezzi su cosa ve la giocate, sulla simpatia? Mettervi un naso da pagliaccio ed iniziare a ballare la tarantella sarebbe comunque una bella idea distintiva.

Chi è lui? Il primo contadino che balla la tarantella! Vi ho dato un idea gratis! Ringraziatemi.

Ecco perché dovete trasformare la vostra mentalità contadina in MINDSET vincente cambiando la scala delle priorità.

Utilizzo una parola anglosassone perché, in inglese, suona meglio, suona in maniera positiva. Passare da “mentalità contadina” a mindset è simbolo di rottura col passato e il principio di un evoluzione non solo necessaria, ma vitale.

Il mio obiettivo è sentire contadini, giardinieri, periti, agronomi parlare di mindset al bar, parola che ha sottointesa nel suo significato l’aggettivo vincente.

MINDSET (VINCENTE)

Cosa è allora? Il MINDSET è quell’insieme di condizionamenti, credenze, paradigmi che abbiamo nella nostra mente. E’ come noi ci approcciamo alle cose o agli eventi, relativamente alle nostre esperienze di vita e in base a ciò che abbiamo assimilato durante la stessa. A volte qualcosa è giusto, spesso il resto è sbagliato.

Cambiare il vostro mindset e renderlo vincente, significa modificare la scala delle priorità e costruire (o anche modificare quanto già state facendo) un’attività alla CUI BASE CI SIA IL MARKETING. Tutto DEVE PARTIRE da qui, prima di pensare alle attrezzature, prima di pensare alla qualità del prodotto occorre capire come fare a vendere. Altrimenti è tutto inutile.

CREDENZE DA RIMUOVERE

  • Per aprire un’attività basta che io sappia fare la parte tecnica: tipo…er fare il contadino basta che sappia coltivare le patate o per fare il giardiniere basta che compri un tosaerba. NOOO!!!
  • Se so bene la materia tutti mi chiederanno la consulenza. NOOO!!!
  • Fare la pubblicità significa buttare i soldi e solo le grandi aziende, che hanno tanta disponibilità, possono permetterselo. NOOO!

Attenzione, occorre un chiarimento su quest’ultimo punto. Fare pubblicità non significa fare marketing, fare pubblicità significa comunicare e inculcare nella testa del tuo potenziale cliente quello che hai strategicamente definito nel tuo piano di marketing.

E non sono soldi buttati! Ma soldi utilizzati per avere un ritorno economico maggiore di quanto hai speso: si chiama investimento.

Invece molto spesso, quando si apre un’azienda, molti soldi vengono spesi in attrezzature o cose utili solamente alla produzione (grandi trattori, tosaerba a tre piatti), ma se poi i clienti sono pochi a cosa servono tanti prodotti e tante attrezzature per produrli?

Quando facevo giardini avevo un collega con due catenarie ed era da solo, noi siamo stati fino a 12 e la catenaria, o l’escavatore, l’affittavamo all’occorrenza.

Quando abbiamo aperto l’azienda agricola il nostro budget di partenza era misero, solamente 15 mila euro di cui 7 mila investiti in marketing e comunicazione. Avevamo 3 vanghe, 3 zappe, un Fiat Fiorino con un foro di proiettile sul tetto e, vicino ai nostri campi, era pieno di gente che aveva attrezzature che utilizzava una volta all’anno e che ci prestava o noleggiava.

E’ per questo che c’è chi con 50 ettari fattura 300 mila euro e chi con 1 ettaro ne fattura 100.

IN CONCLUSIONE

Occorre trasformare la mentalità contadina che c’è in ognuno di noi, cambiare il MINDSET (in VINCENTE) rimuovendo tutte quelle credenze e quei paradigmi che ci costringono ad agire come si è sempre fatto, perché tutti fanno così.

Ma prima erano altri tempi ed è per questo che le aziende chiudono o che ci si ritrova al bar a lamentarsi del governo e della crisi.

Se qualcosa nella tua mente è cambiato, se la tua mentalità contadina inizia ad evolvere verso un mindset vincente, contattami per una consulenza.

POPOLO CONTADINO, POPOLO GIARDINIERE EVOLVITI!!!

Agricoach Alessandro Di Fonzo

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