In Italia siamo indietro come la coda del porco! Ho definito la cosa in modo “agricolo”! 😉

Quando parliamo di logo e payoff c’è sempre di mezzo un maledetto CUGGINO (si con due G) o l’amico che siccome sa usare un programma di grafica ti realizza una chiazza disforme con qualche fiorellino qua e là visto che, comunque, lavoriamo con la natura e i fiori ci stanno sempre bene.

Spesso e purtroppo al nome ci pensate voi ed è così che le aziende si chiamano con nomi di animali, di fidanzate, di amanti, di cose a caso in genere che nulla hanno a che vedere con la reale attività dell’azienda. Cosa che, invece, dovrebbe essere spiegata già al primo colpo d’occhio!

Vi faccio un esempio agghiacciante e parlo di Pisa. C’è una gelateria (non so se esista ancora) che si chiama il PELLICANO NERAZZURRO. Ora ditemi voi com’è possibile chiamare un’attività che fa gelati in questo modo. E’ assurdo ma, si sa, in Italia riguardo a queste cose siamo indietro come la coda del porco! Lo ripeto!

Prima di spiegare meglio, semplifico al massimo il discorso.

Il nome deve spiegare cosa fa la nostra azienda, il logo deve appunto richiamare il nome e di conseguenza cosa fate con un segno grafico CHIARO E SEMPLICE (via i fiorellini e ghirigori inutili…pensate al logo Nike), il payoff che, sarebbe il sottotitolo, deve argomentare ancora meglio ed rendere il tutto più esplicativo possibile.

Così con un colpo d’occhio, sul web, sul vostro mezzo brandizzato, su un volantino, su un manifesto, chi lo vede capisce SUBITO per cosa gli potreste essere utile, quale bisogno del potenziale cliente andrete a soddisfare.

Niente trattorini che lavorano la terra in mezzo agli alberi con sopra uccellini che cantano: il LOGO deve essere semplice a chiaro, come il nome e come il payoff.

Quindi come fare per creare un nome, logo e payoff che siano chiari e che esprimano il nostro POSIZIONAMENTO?

Partiamo bene dal capire cosa sono nell’immagine presa in prestito da Ghidini che spero poi mi ringrazi per la pubblicità.

Esempio di logo per costruito

NOME

E’ sempre consigliabile farselo creare da un professionista, ma se proprio vuoi risparmiare e farlo tu evita queste cose:

  • animali, fidanzate, amanti
  • nomi troppo lunghi
  • cerca qualcosa di diverso ma non troppo strano (cerca su Google le altre aziende online e vedi se il nome che hai scelto è già usato da altri)
  • acronimo (quando utilizzate le iniziali per creare una sigla. Es. FIAT e cioè Fabbrica Italiana Automobili Torino. Non mi piace molto, se proprio lo volete usare potete farlo abbinandolo ad un payoff che spieghi bene cosa fa la vostra azienda)

E ricorda: il nome DEVE ESSERE SEMPLICE, RICORDABILE E RICHIAMARE IL POSIZIONAMENTO.

LOGO

Volendo essere pignoli il logo è costituito dal LOGOTIPO e cioè il nome scritto con lettering adeguato (cioè lo stile del carattere deve richiamare i valori della tua azienda, non può essere uno qualsiasi) e dal segno grafico. A volte viene usato solamente il LOGOTIPO.

Nell’immagine di esempio troviamo il cognome del titolare, che vi consiglio di utilizzare solo nel caso di attività storiche per le quali il nome è già conosciuto ed abbinato ad una tradizione pluriennale.

Infatti il buon Ghidini fa maniglie dal 1929…e non si è ancora rotto le palle! 😉

Quindi solo in certi casi usate il vostro nome.

PAYOFF

Chiamiamolo il sottotitolo (tra contadini lo possiamo fare) e non è uno slogan. E’ una frase breve che completa l’identità che vogliamo conferire alla nostra azienda spiegando brevemente cosa fa.

Nel caso del nostro esempio: “Dal 1929 maniglie e coordinati”. Ecco spiega semplicemente che cosa fa, da quando lo fa, facendoci capire che sono specializzati in questo perché sono da 90 anni nel settore!

Poi ci sarebbe anche il CLAIM, che è uno slogan che puoi abbinare al LOGO, cambiandolo di volta in volta in base alla campagna pubblicitaria. Ma non esageriamo, puoi fare tranquillamente anche senza perché, fino ad oggi, la vostra azienda si chiamava Mari&monti e aveva come simbolo il solito trattorino che è in tutti i loghi delle piccole aziende agricole.

ESEMPIO: AZIENDA AGRICOLA FRAGOLO’

Nome, logo e payoff devono esprimere il posizionamento

Per prima cosa, anche se la vostra è un’azienda agricola, non è detto che dobbiate per forza scriverlo nel nome e nel logo. Non è obbligatorio, perché come vedrete, diciamo che si “intuirà” che lavoro fate!

Fragolò è ovviamente un nome di fantasia che ho elaborato in 3 secondi. Il focus non era quello di trovare il nome migliore del mondo, ma di farvi capire come progettare un nome, un logo e un payoff che indichino il posizionamento della vostra azienda e cioè cosa volete rappresentare nella testa del vostro cliente.

Chiaramente Fragolò è un’azienda agricola specializzata nella produzione di fragole, che rappresenta il suo prodotto migliore, ma NON SIGNIFICA che produca SOLO fragole durante tutto l’anno. E, ci tengo a precisare, quello che vi sto facendo è una esemplificazione estrema necessaria per farvi capire qual è il concetto.

Che cosa esprime quindi il logo di Fragolò? Indica una specializzazione che vi aiuta a distinguervi dalla vostra concorrenza, specializzazione che vi farà rimanere più facilmente nella testa dei vostri clienti ai quali dovrete essere bravi a prendere i dati per ricontattarlo e, una volta che inseriti nella lista dei vostri contatti, potrete inviargli informazioni riguardo tutta la gamma degli altri prodotti che vendete.

D’altronde il cliente che è entrato in contatto con voi per comprare le migliori fragole sul mercato è una persona a cui piace mangiar bene e che quindi, con assoluta certezza, sarà interessato a tutti gli altri prodotti che avrete a disposizione durante l’anno.

Ah, vi dico una cosa importantissima, anzi la ripeto. Ogni cliente che viene in contatto con voi deve essere schedato raccogliendo tutti i dati necessari per ricontattarlo col fine di educarlo con lo scopo di fidelizzarlo e/o incentivare successive vendite.

Ora vi parlo di una finezza, guardate bene il disegno della fragola: ricorda il diamante. E il diamante è un oggetto che richiama il lusso, associando, nella testa del cliente senza che lui se ne accorga, le vostre fragole ad un oggetto prezioso. In questo modo le potrete vendere ad un prezzo maggiore in quanto “preziose e uniche”, come le migliori sul mercato per le quali vale la pena di spendere di più.

Vi assicuro che, anche se non fossero le più buone al mondo, il vostro cliente comprandole e pagandole di più delle altre, le considererà come le migliori mangiate nella sua vita. Perchè?

Perché, ricordatevi che, non è importante l’effettiva qualità di un prodotto, ma la percezione della stessa che inculchiamo nella testa del nostro clienti tramite le azioni di marketing.

IN CONCLUSIONE

Vendere più frutta e verdura, vendere più giardini e vendere più consulenze in campo agronomico può dipendere anche da una scritta e un disegno. Sembrano cose banali, sembrano cose che le possa fare chiunque e, spesso, è proprio il cuGGino a fare i danni.

Sono dell’opinione che non occorra chissà quale investimento per aziende di questo settore. Un logo strepitoso e ben fatto non cambierà la vita rispetto ad uno degno, che potete far realizzare anche per 50 dollari su siti tipo www.fiverr.com.

Ognuno di questi elementi, però, deve sapientemente puntare a comunicare il posizionamento che vogliamo inculcare nella testa dei nostri clienti.

Nel caso vogliate impostare la vostra azienda come Dio comanda e spaccare il mercato, richiedetemi una consulenza.

POPOLO CONTADINO, POPOLO GIARDINIERE EVOLVITI!!!

Agricoach Alessandro Di Fonzo

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